Posterous theme by Cory Watilo

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This blog is dead, long live my social ego!

Protagonisti assoluti della rivoluzione chiamata web 2.0, i blog vivono oggi una fase calante per via dell'affermazione dei social media. Originariamente i blog erano veri e propri diari online, sui quali ognuno di noi poteva scrivere e condividere i propri pensieri. Poi sono diventati anche strumenti di comunicazione, usati dalle aziende e dai professionisti per conversare con il proprio target market. Con l'affermazione dei social media, abbiamo iniziato a disperdere i nostri contributi. Facebook, Twitter, Friendfeed, l'importante non è DOVE comunicare, ma COSA comunicare. Il nostro spazio virtuale ha cessato di essere ubicato in un unico posto (ad es. un blog o un sito web), per allargarsi ovunque vi sia un nostro avatar, una nostra presenza online. Siamo passati dal blogging al lifestreaming. Così abbandono l'idea del blog (nel senso tradizionale del termine) per abbracciare quella dello stream unico. Nasce EGO, un unico posto dal quale nutrire (d'altronde feed significa proprio questo) i miei profili virtuali, sparsi qua e là. EGO è basato su posterous, una piattaforma particolarmente adatta al mobile blogging (si può postare anche via mail). Se volete, mi trovate lì. Altrimenti continuerete a leggermi su Facebook, Twitter, ecc. ;-)

http://ego.emilianocarlucci.com

Qui trovate il feed RSS.

L'iPad salverà l'editoria?

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Sempre al D8, Steve Jobs si è soffermato sulle difficoltà che sta attraversando il mondo dell'editoria nell'era dei blog e del citizen journalism.

Any democracy depends on a free healthy press. Some of these newspapers, the news gathering editorial organizations, are really important. I don't wanna see us to ascend into a nation of bloggers . I think we need editorial more than ever right now. Anything that we can do to help the New York Times, the Washington Post, the Wall Street Journal and other news gathering organizations find new ways of expression so that they can afford to get paid, to keep their new gathering editorial operations intact, I'm all for. What we have to do is figure out a way to get people to start paying for this hard-earned content.

Qualche mese fa sarei stato alquanto scettico su simili affermazioni. Internet incarna come nessun altro mezzo di comunicazione la democrazia dei contenuti. Grazie ai blog e ai social network, oggi tutti possono generare informazione. La naturale conseguenza di questa rivoluzione sembra essere la fine dell'oligarchia dei contenuti, ossia dell'informazione tradizionalmente prodotta dall'editoria professionale. E così sono sorti interi filoni di business basati sul crowdsourcing dei contenuti. A differenza dell'editoria tradizionale, che si affida ai giornalisti professionisti per produrre informazione di qualità, la nuova editoria online parte dal basso, scaturendo direttamente dalla passione e dalla (in)competenza della gente. Un esempio valga per tutti: DemandMedia, uno dei casi di maggior successo degli ultimi anni. Il problema di questo tipo di editoria è che non esistono soglie di ingresso: tutti possono creare contenuti. Ciò genera un sovraccarico di informazioni in mezzo alle quali sta diventando sempre più difficile trovare ciò che si sta realmente cercando. Ed è per questo che molti utenti potrebbero fare marcia indietro e tornare ai contenuti premium, pagando un prezzo accettabile a fronte di un'informazione che sia: selezionataprofessionale, multimediale e comoda da fruire. Un giornale garantisce selezione, autorevolezza dei contenuti e comodità d'uso, ma manca completamente di multimedialità. Un sito web può essere selettivo, autorevole e multimediale, ma manca di comodità d'uso (serve almeno un laptop e un collegamento ad internet). E qui entra in gioco l'iPad, e insieme all'iPad l'universo delle applicazioni nate con l'iPhone e sublimate dal nuovo tablet Apple. Sono un orgoglioso possessore di iPad da aprile e da qualche giorno ho installato l'app di Repubblica e quella di Wired, accedendo così ad informazioni selezionate, professionali, multimediali (le immagini sono spesso associate a contenuti video che si aprono creando un layer sovrapposto ai contenuti) e comode da fruire (dal divano, al letto, passando per il bagno!). Forse ha proprio ragione Steve Jobs: l'iPad salverà l'editoria.

Anno nuovo, tema nuovo. E in linea con l...

Anno nuovo, tema nuovo. E in linea con l'aspetto "social" del blog, il primo post dell'anno è più da "statusfera" che da "blogosfera". Semplicemente è ora di andare a nanna dopo una serata casalinga passata a far nulla. Mi sarebbe piaciuto andare al cinema a vedere Avatar, ma quando hai un bambino piccolo ti accorgi che anche le cose più semplici diventano stranamente complicate. Vabbè, sarà per la prossima settimana.

Il mio primo post mobile

Seduto su una scomodissima sedia, di fronte ad uno squallidissimo gate nel pessimo aeroporto di Ciampino, eccomi a cazzeggiare con l'iPhone. Penso: esistera' un'app per postare su Wordpress tramite iPhone senza passare per l'interfaccia Web? Cerco nell'App Store e... tadaaaaa... la trovo, la installo e la uso proprio per scrivere questo post. Signori... welcome to the iPhone revolution!