Posterous theme by Cory Watilo

L'arbitraggio preferito da Google...

...è quello in cui:

  • compri da Google AdWords
  • porti l'utente su una pagina con: prodotti/servizi che vendi (basta che siano tuoi) o prodotti/servizi che compari (basta che la tecnologia di comparazione sia sufficientemente sofisticata e, soprattutto, tua) o contenuti che scrivi (basta che siano tuoi)
  • monetizzi tramite Google AdSense

Nel primo caso (vendita di prodotti/servizi) c'è chi parla di rebate, una sorta di sconto sul costo di advertising. D'altronde il core business del sito non è quello di guadagnare attraverso la pubblicità. Si tratta di traffico residuale. Traffico residuale? Questa sa di don't be evil...

Il secondo caso è un po' più problematico. Le tecnologia di comparazione vengono scopiazzate a destra e a manca e non è sempre facile distinguere originalità in mezzo a tanti cloni. Così fra un prodotto descritto allo stesso modo su 40 siti diversi e una recensione frettolosa scritta da improbabili utenti (tipo emmanuelle69 o superpippo), c'è chi parla di affiliate o performance marketing. A me puzza sempre di arbitraggio, ma se lo fa Kelkoo o Shopping.com... beh allora...

Nel terzo caso, purtroppo, non c'è scampo. C'è chi lo ha fantasiosamente definito media 2.0. Chi ha azzardato paragoni con società d'oltreoceano (che peraltro non hanno mai comprato un solo click da Google AdWords). Tocca rassegnarsi: è arbitraggio. Orgogliosamente arbitraggio (e se lo dico io...).

E se volete saperla tutta, l'arbitraggio che piace a Google è proprio quello in cui metti AdSense su una pagina di contenuti originali. MFA una volta significava Made For AdSense. Secondo me il vero significato è sempre stato Made For AdWords.

Fare arbitraggio è un po' come rimorchiare una donna. Puoi leggere tutti i manuali che vuoi, ma la verità è che il successo non è mai garantito. L'importante è non arrendersi al primo due di picche ;-)

AdSense: rivelata la revenue share

Era nell'aria da qualche giorno e finalmente è stato ufficializzato: Google garantisce ai suoi partner una revenue share pari al 68% per AdSense for Content51% per AdSense for Search. Per quanto riguarda AfC il dato è in linea con quanto mi aspettavo. Per quanto concerne AfS, francamente pensavo che Google cedesse qualcosina in più. A prima vista in alcuni mercati come la Francia e il Regno Unito quasi quasi conviene affidarsi a Yahoo Search Marketing, con revenue share che oscillano mediamente fra il 55% e il 75%. La verità, però, è che Google presenta una coverage che Yahoo non riesce ad offrire ai suoi partner, pertanto è importante non soffermarsi superficialmente sullo split in percentuale, ma sul valore assoluto delle revenue. Altra cosa da tenere in considerazione: le revenue share rivelate da Google sono quelle del servizio self service, accessibile online a chiunque abbia un sito web compliant con le guidelines di AdSense. Per i partner diretti è tutta un'altra storia ;-)

Google cresce... a scapito dei publisher AdSense?

Ci risiamo. Dopo aver comunicato gli ottimi risultati dell'ultimo trimestre 2009, di nuovo si insinua l'ipotesi che Google giochi con il revenue share dei publisher AdSense.
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Dal 75% al 72% è un calo di tutto rispetto. Considerando che il net income di Google nel Q4 è stato di $1,97 miliardi, le revenue di $6,67 miliardi e i TAC (Traffic Acquisition Costs) di $1,72 miliardi, è ovvio che anche pochi punti percentuali "rosicchiati" fanno una bella differenza ;-)

Google AdSense for domains

Giuro che non lo sapevo. Vagando per la rete, ho trovato questa pagina. In pratica Google ti spiega come guadagnare dal domain parking usando AdSense. La cosa bella è che nello screenshot proposto qui la pagina non presenta nemmeno la canonica scritta "Ads by Google". Per la serie: i soldi son soldi, ma la faccia non ce la metto mica...

AdSense Insight 2009

Riemergo dall'oscurità delle ultime settimane, per informarti di un interessante evento che si terrà oggi, 15 settembre, al Googleplex di Dublino. AdSense Insight è un'occasione per incontrare publisher e advertiser e condividere con loro l'efficacia della Rete di Contenuto di Google. Efficace, secondo me, per due motivi profondamente legati alla parentesi storica che stiamo vivendo.
  1. I grossi publisher hanno la possibilità di sfruttare la coverage di Google per monetizzare l'invenduto e, considerata la coda lunga della crisi, colmare le voragini lasciate dalle concessionarie.
  2. Gli advertiser hanno l'opportunità di acquisire traffico ad un costo tendenzialmente più basso rispetto alla search, ma non per questo di minore qualità.
Di pomeriggio si svolgerà un panel di discussione al quale contribuirò come speaker in rappresentanza di Excite. Aggiornamenti via Twitter. Stay tuned ;-)

Ottimizzare AdSense: 3 simpatici video

Curiosando su Youtube, ho trovato 3 video molto simpatici e allo stesso tempo efficaci realizzati dal Team AdSense di Google. I concetti espressi sono i seguenti:
  1. Posiziona gli annunci dove gli utenti possano vederli (quindi in alto)
  2. Gli annunci che si armonizzano al design del tuo sito rendono di più
  3. Annunci dai formati piccoli tendono a non rendere quanto quelli grandi
Straordinaria la faccia di bronzo del protagonista dei filmati (immagino un dipendente di Google) :-) Guadagnare con il miglior posizionamento Preparati per il successo A volte grande è meglio

AdSense per applicazioni mobile

Tempo di guadagnare per chi sviluppa mobile applications su Android e iPhone. Gli sviluppatori che proponevano applicazioni a pagamento possono ora permettersi di crearne versioni free, ma con pubblicità contestuale integrata. Ovviamente grazie a Google, il nostro Mr Wolf preferito :-) Integrare AdSense è facile e consente di:
  • Massimizzare le revenue provenienti dalle applicazioni
  • Servire annunci targetizzati
  • Mantenere pieno controllo sulle applicazioni
Qui il minisito dedicato al programma.

Tre regole di user experience

Su Inside AdSense un interessante post di Ricardo Prada, user experience researcher in Google, che ci propone 3 regole molto efficaci per curare la user experience di un sito web.
  1. Progetta il sito pensando a ciò che vuoi che l'utente faccia.
  2. Usa gli annunci pubblicitari come potenziali percorsi di uscita dal sito, non come interruzioni.
  3. SEO solo se ha senso.
Il tutto si traduce in un'unica (e sacrosanta) regola: prima focalizzati sull'utente, il resto viene dopo. Sembra scontato, ma ricordarlo ogni tanto fa bene...

AdSense: possibile cambiare il font size

Dopo il font face (modificabile già da qualche mese), finalmente è possibile customizzare gli annunci Google della Rete AdSense anche nella dimensione. Il font size viene applicato alla description dell'annuncio, generando un resize automatico del titolo. Fino ad oggi la customizzazione della dimensione dei font era prerogativa esclusiva degli account premium, dai quali è possibile personalizzare praticamente tutto, inclusa la dimensione del formato pubblicitario.

Cosa significa Bing?

But It's Not Google Come dire: Google può perdere solo contro se stesso. Alcuni motivi:
  1. Google è diventato sinonimo di ricerca. Al punto che in inglese "to google" non significa semplicemente "cercare su Google", ma più genericamente "cercare in Rete" (che tu lo faccia su Bing poco importa: you google anyway).
  2. Google è leader assoluto di mercato: difficile batterlo sul tuo stesso campo. Quello che Microsoft può fare, non senza ingenti investimenti di marketing, è rosicchiare un po' di market share.
  3. Anche ammesso e non concesso che Bing riesca a far proseliti, la monetizzazione potrebbe non essere all'altezza del prodotto in sé. Sarà in grado la società di Redmond di costruire un sistema realmente alternativo a Google AdWords? E quanto tempo ci vorrà per costruire una Rete pari a quella di AdSense? E Google nel frattempo resterà forse a guardare?
Se quello che dice John Battelle è giusto (Microsoft sta cercando di costruire una search application che aiuti la gente a decidere in modo assolutamente nuovo), allora probabilmente la società di Redmond avrà le sue carte da giocarsi. Ma in fondo credo che abbia ragione Seth Godin:
If Microsoft adds a few features and they prove popular, how long precisely will it take Google to mirror or even leapfrog those features?
Il segreto, dunque, è di costruire qualcosa di realmente nuovo. Per dirla con Seth Godin, something remarkable.