Posterous theme by Cory Watilo

Filed under: YOUniversal Media

YOUniversal Media sta cambiando...

Dopo poco più di un anno dall'inizio dell'attività, per YOUniversal Media è ora di tirare qualche somma.

Siamo partiti con un'idea di base: aiutare gli editori e le media companies ad acquisire traffico per le loro properties attraverso una tecnologia proprietaria e monetizzarlo in modo complementare al tradizionale lavoro della concessionaria. Ci siamo riusciti, devo dire, con risultati incoraggianti e consapevoli che vi sono notevoli margini di miglioramento.

Quando abbiamo messo piede nella "stravagante" sede di Via Lorenzo il Magnifico a Roma (fra punkabbestia dall'aria bollita e loschi personaggi trascinati a stento dall'ennesima Peroni), eravamo in quattro: i founders. Oggi siamo 20, divisi fra le due sedi di Roma (dove facciamo media planning e product marketing) e Milano (dove svolgiamo attività commerciale).

Fra meno di tre settimane metteremo online il nostro nuovo sito, che rifletterà un posizionamento diverso, ancora più orientato al mondo dell'editoria online, con servizi aggiuntivi e una tecnologia che migliora di mese in mese. E in più un laboratorio di idee che ha in serbo prodotti originali e (ci auguriamo) innovativi.

Se siete curiosi, nel frattempo vi invito a dare una sbirciatina al teaser che ha sostituito il precedente sito corporate, a seguirci su Twitter e a visitare la nostra fan page su Facebook.

Intanto, sperando di istillare ancora più curiosità, vi do un assaggio di YOUniverse, il processo di content marketing che vedrà la luce nelle prossime settimana e che costituirà l'offerta B2B di YOUniversal Media. Buona visione!

Lettera43 con Youniversal Media

Sono orgoglioso di annunciare anche qui, dopo la notizia apparsa su DailyNet, che YOUniversal Media curerà le campagne di search marketing per Lettera43.

Diretta da Paolo Madron, Lettera43 è una testata giornalistica online il cui nome è un mix tra la mitica macchina da scrivere Lettera 22 di Olivetti e il 2043, anno in cui, secondo Philip Meyer, verrà stampata l'ultima copia cartacea del New York Times.

La società editrice è News 3.0, presieduta da Vladimiro Giacché, con Daniele Sesini amministratore delegato. Tra i finanziatori, Matteo Arpe, la famiglia Moratti e la Banca Popolare di Vicenza.

Lettera43 incarna perfettamente il partner ideale di YOUniversal, essendo uno dei pochi media professionali che hanno realmente compreso la crisi dell’editoria e che non demonizzano i motori di ricerca, ma anzi ne capiscono e ne vogliono sfruttare la potenzialità.

Le nuove tecnologie hanno cambiato la modalità di accesso alle news e ai contenuti. Secondo lo State of the Media 2010, negli ultimi sei anni si è verificato un drammatico calo della diffusione della carta stampata.

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Il calo di readership ha determinato ovviamente una diminuzione degli investimenti pubblicitari, tornati ai livelli di 25 anni fa! Senza contare la concorrenza spietata che proviene dall'online, dove gli aggregatori, i blog e i siti di citizen journalism stanno attirando sempre più utenti a scapito dei giornali.

In questo contesto si inserisce il forte richiamo del direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, che ha invitato gli operatori dell’informazione a ripensare la propria professione, mettendo da parte privilegi e anacronistici snobismi, per abbracciare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

Lettera43 non solo ha metabolizzato questo stato di crisi, ma si presenta come un player originale e del tutto "anomalo" nel panorama giornalistico italiano. Ecco le parole di Madron, nel post che ha inaugurato l'attività del giornale:

Consideriamo l'essere solo un giornale online una scommessa, ma non un azzardo: la drammatica involuzione dell'editoria tradizionale fa di internet l'unica possibile via di riscatto. E lo sviluppo tecnologico degli apparecchi intelligenti, rendendo la disaffezione dalla carta un fenomeno irreversibile, fa apparire meno ardui i contorni della sfida. Il fatto di non essere una propaggine di una testata cartacea all'inizio ci penalizza in termini di brand, ma ci libera da quel timore di cannibalizzazione che sta attanagliando i vecchi editori, per cui una bella e sempre più completa versione on line dei loro giornali si ripercuote nella progressiva riduzione dei ricavi da edicola.

Sono convinto che la partnership con YOUniversal Media possa aggiungere non solo tanti nuovi utenti, ma anche tanto valore ad un prodotto che rischia seriamente di fare la storia della nuova editoria italiana.

Ho finito. Un po' di sano egocentrismo, in un blog che si chiama ego, non guasta mai ;-)

Lettera43-logo

IAB Forum 2010: il workshop di YOUniversal

Il 3 novembre, in occasione di IAB Forum 2010 Milano, YOUniversal Media ha tenuto il suo primo workshop da quando è stata fondata.

Editori e Motori: nemici o partners? Questo il titolo del workshop, che ha visto la partecipazione di un buon numero di persone e acceso l'interesse di diversi player di settore.

Inserisco la presentazione e, non appena disponibile, il video del workshop.

 

 

Bye Bye GoAdv

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 Settembre 2003. Ero stanco della pubblicità tradizionale. Vendere pagine di quotidiani, cartelli pubblicitari, radiocomunicati e spot televisivi, millantandone gli improbabili OTS e decantandone l'efficacia, era deprimente. Fare l'account nella vecchia e stanca industria pubblicitaria non era decisamente il mio mestiere. Così iniziai a guardarmi intorno e mi imbattei in due realtà interessanti. Ad Maiora e ADVance. Feci il colloquio in entrambe e rimasi favorevolmente colpito dall'entusiasmo e dalla forza persuasiva di Salvatore Esposito e Luca Ascani. A ottobre ricevetti un'offerta da loro. Contratto a progetto. Compenso adeguato a una start-up (basso), ma possibilità di farlo impennare se le cose fossero andate in un certo modo. Insomma, era una sfida. Accettai. Insieme a Salvatore, eravamo in 4 a lavorare al progetto GoAdv. Gli altri, fra cui Luca, erano occupati a portare avanti ADVance. La sede era un appartamento in Prati a Roma. Probabilmente un ex studio legale trasformato in un italianissimo "garage" in puro stile Silicon Valley. Agosto 2010. Dopo 7 anni GoAdv è diventata un'azienda da oltre 40 milioni di fatturato e più di 100 dipendenti sparsi nelle 4 sedi di Roma, Milano, Dublino e Manila. Nel corso degli anni ho gestito un team di oltre 50 persone e aperto la sede di Dublino. Una bella soddisfazione, ma anche una grossa responsabilità. Mi sono divertito e insieme dannato l'anima. GoAdv la sentivo un po' anche mia, nonostante l'azienda abbia fatto (inconsapevolmente) di tutto per allontanare i dipendenti e buona parte del management dalle sue sorti. Nessuno da biasimare, per carità. Semplicemente credo sia la naturale evoluzione di una realtà nata in uno "scantinato" e diventata in brevissimo tempo una multinazionale. E così, com'è normale che sia dopo molti (forse troppi) anni di "militanza", ho iniziato a domandarmi: poi? Già, poi. E per come sono fatto io, quando inizio a pormi simili domande, vuol dire che i giochi sono finiti. Così, dopo non pochi dubbi e titubanze, mi sono dimesso e ho iniziato, insieme ad altri 3 colleghi e amici, un'avventura che mi auguro possa diventare una storia di successo. Fra qualche settimana svelerò maggiori dettagli sulla mia nuova venture. Non prima di aver terminato la faticosa fase di start-up e aver sistematizzato alcune idee. Per ora lascio il logo a mo di teaser e saluto GoAdv, senza rimorsi né rimpianti. Bye bye e... in bocca al lupo!
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